Bullismo e cyberbullismo: come evitarli e come uscirne.

Arriva anche a Cividale la campagna di sensibilizzazione promossa dal giornalista Luca Pagliari.

Oramai tutti sappiamo dell’esistenza di un cyberbullismo, ma quello che non vogliamo credere è quanto sia facile cadere in questa nuova tipologia di bullismo, legata all’uso della rete e in particolare dei social; una sorta di bullismo potenziato e, se possibile, ancora più devastante di quello tradizionale. E allora che cosa si può fare per arginare questo fenomeno? Numerosi sono gli incontri, i dibattiti, le riflessioni di esperti indirizzate a noi giovani, che siamo le vittime di questo fenomeno. Ma più di tutto questo, forse, possono giovare le testimonianze. E’ quanto ha fatto Luca Pagliari al teatro Ristori di Cividale, il 17 dicembre scorso. Il giornalista, da alcuni anni impegnato in campagne di sensibilizzazione su diverse problematiche giovanili, quest’anno affronta per l’appunto il tema del cyberbullismo in un tour attraverso l’Italia che lo porta a contatto con realtà diverse e con moltissimi giovani. Alcuni tra gli studenti presenti all’incontro al Ristori avevano già avuto l’occasione di assistere a uno spettacolo di questo giornalista e regista, che anche questa volta è riuscito a catturare l’attenzione dei ragazzi. Sarà il suo modo di parlare giovanile, saranno le storie che presenta, fatto è che riesce a conquistare i ragazzi e condurre uno “spettacolo” veramente innovativo. Il teatro in questa occasione si è riempito di ragazzi provenienti da alcune classi dagli istituti superiori di Cividale: Paolo Diacono, Civiform e Paolino D’Aquileia. Sono state presentate tre storie di ragazzi vittime di bullismo e di cyber- bullismo. Due delle storie hanno un finale tragico; sono quelle di Carolina e di Andrea i quali, dopo essere stati presi di mira e attaccati, non sopportando tutto quello che stavano vivendo, hanno deciso di togliersi la vita. Un atto estremo provocato dall’esasperazione; entrambi non sono riusciti ad aprirsi con qualcuno e a confidare ciò che stavano subendo. Un esito diverso e positivo ha invece la storia di Flavia. Lei stessa era presente insieme alla madre al teatro e ha potuto raccontare a tutti i presenti la sua storia. Questa liceale romana è stata costretta a subire non poche angherie da coetanei che la prendevano in giro a causa della sua corporatura robusta. Le prese in giro per lei sono iniziate presto, sin dai tempi delle elementari, e si sono evolute in un crescendo di cattiveria e di gravità. Il culmine viene raggiunto alle medie, dove gli atti vanno da un suo falso profilo Facebook creato dai ragazzi che l’attaccavano, a foto scattate mentre, senza che se ne accorgesse, veniva presa in giro, da insulti e tentavi di isolarla fino a lanciare il suo zaino in mezzo alla strada quando l’autobus si avvicinava.... Per evitare quest’ultima angheria, la ragazza si era ridotta a fare due chilometri a piedi, per ritornare a casa. Come ha fatto Flavia ad uscire da questa situazione? Sicuramente con una grande forza interiore. È riuscita a reagire e a confidarsi con le insegnanti e con la mamma. “Quando mi ha raccontato tutto - ha spiegato la madre, presente sul palco accanto alla figlia -, ci siamo abbracciate e abbiamo pianto; le mie lacrime erano le sue lacrime”. Ora per lei la situazione è cambiata ed è riuscita ad uscire da quel

tunnel nel quale l’avevano costretta. La sua testimonianza sul palco è per lei come un riscatto. Al termine dell’incontro i presenti potevano andare ad abbracciare Flavia e a scambiare qualche parola con lei. Luca Pagliari ha salutato tutti con un arrivederci; l’appuntamento è fissato per la primavera, con i lavori prodotti da noi ragazzi. Nel mentre c’è tutto il tempo per riflettere. L’incontro è stato significativo? Direi di sì. Ma solo il comportamento dei ragazzi presenti lo potrà confermare.

Marianna Mazzolini, 2A Liceo Scientifico "Paolo Diacono"