Ritorno a casa

testo di Caravario Hernàn
3B liceo scientifico -

Rubrica "Questo l'ho scritto io!"

Mi ricordo come se fosse ieri, quel giorno in cui i miei genitori mi dissero “ti piacerebbe andare in Italia? Conoscere la cultura e lo stile di vita dei tuoi antenati?” e una forte emozione mi assalì; da sempre sognavo questa opportunità.

Da bambino mi interessava il “Vecchio Mondo”, da dove vengo e da dove venivano i miei antenati. Sempre ho studiato e letto, per mio piacere e mio interesse, la storia, le usanze e la cultura italiana e anche europea, che secondo me sono eccezionali.

Allora la mia risposta fu un forte “certamente”, e sei mesi dopo stavo salendo sull'aereo insieme ad altri otto ragazzi che, da quel momento in poi, sarebbero stati la mia famiglia per nove mesi. Tre aeri e 24 ore dopo, ci trovavamo a Trieste, dove ci aspettava l'autista del Convitto, insieme ad alcune ragazze che erano state in Argentina un mese prima. Questa accoglienza mi fece capire che non eravamo da soli, da soli in un nuovo mondo per noi; avevamo il Convitto e tutte le persone che lavoravano e vivevano lì dalle bidelle al Rettore, a tutti gli studenti convittori. Loro infatti ci fecero sentire subito come a casa, come se fossero la nostra famiglia.

La mia prima impressione dell'Italia è stata meravigliosa: non potevo credere di essere in quel luogo dove i miei antenati avevano abitato, in tutti quei luoghi che avevo visto soltanto nelle foto e nei film.

Ho capito da subito, comunque, che sebbene siamo, noi argentini molto diversi dagli italiani in alcune cose siamo molto simili, come se un pezzo della cultura italiana fosse rimasto dentro di noi. Ad esempio, ogni giorno nel refettorio mi sento come a casa di mia nonna: il cibo, il mangiare insieme, ecc, sono molto simili.

Da un altro punto di vista, invece,  siamo tanto diversi: il rispetto per le autorità e le leggi, la pulizia, la gentilezza sono alcune delle cose che da noi mancano, e, secondo me, forse, noi argentini dovremmo guardare a voi italiani come esempio da seguire.

Per concludere, in questi otto mesi che mi restano, vorrei continuare a conoscere tutta la cultura, non solo quella italiana ma anche quella europea, tutti questi luoghi, che, come ho detto, ho visto soltanto nelle foto e nei film. Mi piacerebbe, infatti, non solo parlare l'italiano fluentemente ma anche tornare in Argentina, da nuova persona, piena di esperienze e conoscenze.