Un giovane brigadiere si racconta: storie di mafia

Incontro nell'aula magna della Piccoli di Cividale con l'autore dell'Uomo della scorta

L’uomo della scorta. Storie e memorie di mafia, sangue e fedeltà, un’opera di Antonio Cioccoloni, ma, soprattutto, uno spaccato di vita di un giovane brigadiere dell’Arma dei Carabinieri che diciannovenne, come prima destinazione, si ritrova catapultato nella Palermo dove la mafia impera. Assegnato inizialmente ad una Stazione territoriale ad altissima densità mafiosa, poi all’aliquota Radiomobile e successivamente al nucleo scorte, il militare mette la propria giovane vita al servizio delle Istituzioni, scortando giudici del calibro dell’On. Grasso e del dott. Ayala (che curerà la prefazione del libro).

In una affollatissima aula magna della scuola "Piccoli" di Cividale, alla presenza dell’autore (ora Maresciallo proprio nella città ducale), del Maggiore Gabriele Passarotto, Comandante della locale Compagnia Carabinieri e del Consigliere Regionale Roberto Novelli nei panni di relatore, le autorità ed il pubblico presente - tra cui due scolaresche - hanno potuto rivivere, nei racconti e nelle emozioni del Maresciallo Cioccoloni, un periodo storico ben preciso, gli anni 1987 - 1993 e che si distingue per l’omicidio dei giudici Falcone, Borsellino e dei loro “angeli custodi”. Perché questo sono i militari del nucleo scorte, dei quali viene esaltata la volontà, la caparbietà e la professionalità nel proteggere persone che hanno sacrificato la loro vita per rincorre quegli ideali di legalità e di giustizia lottando con tutti i mezzi legali a loro disposizione per sradicare l’istituzione mafiosa alla radice.

Durante la serata sono stati narrati episodi ed interventi che l’allora Brigadiere ha vissuto in prima persona: da una rapina in Banca, al primo incarico sotto copertura, passando per il ritrovamento di Totò, un bambino che scappò di casa volendo esplorare la città, con quel senso di curiosità che appartiene solo a quell'età, e che si lascerà poi fotografare insieme all’autore, tanto che l’immagine verrà scelta quale foto di copertina del libro.

Dal racconto di Antonio Coccioloni si percepisce chiaramente il suo incondizionato amore per l’Arma dei Carabinieri e il pubblico resta affascinato dalla lettura di alcune parti del libro: è il suo doveroso tributo a uomini e donne integerrimi, carabinieri, magistrati, giudici, ma anche alle loro famiglie, che ogni sera, con il cuore in mano, li aspettano a casa.

La serata si conclude con il video della Canzone di Fabrizio Moro “Pensa” dove le parole del testo sono l’ennesimo appello a dire basta, con forza e determinazione, alla Mafia e a tutte le organizzazioni malavitose precostituite; con la certezza che, come dice il Maresciallo Cioccoloni al termine del suo libro: “...solo il rispetto, la cultura, l’onestà e la lealtà danno significato alla propria esistenza e a quella di chi ci circonda. Mi sento sereno e appagato, consapevole che il lavoro svolto su quelle strade infide, mi ha consegnato una libertà interiore profonda e impagabile che spero che qualcuno possa ereditare.”

Bibiana Calore,
classe 1B Liceo Scientifico Paolo Diacono, Cividale