A SCUOLA DI LAGUNA

A piedi ed in motonave nella laguna di Grado

Nelle giornate 4 e 5 maggio le classi prime hanno avuto l’occasione di visitare la laguna di Grado per poter ammirare una delle bellezze naturali che la nostra regione ci riserva.
Le lagune sono specchi d’acqua poco profondi, separati dal mare aperto da isolotti e banchi di sabbia. Costituiscono un particolare ambiente umido chiamato salmastro poiché risulta dalla mescolanza dell’acqua salata del mare con quella dolce dei fiumi.
Queste sono zone ricchissime di vita e sono in grado di ospitare molti pesci e innumerevoli uccelli.
La laguna di Marano e Grado, insieme a quella di Venezia, oggi è riconosciuta come una delle aree lagunari più importanti d’Italia tanto da essere diventata una zona di Protezione Speciale (Z.P.S.).
Nel territorio lagunare possiamo distinguere delle zone definite velme e barene.
Le velme sono delle superfici normalmente ricoperte dall’acqua del mare che emergono soltanto durante le basse maree, mentre le barene sono porzioni di terreno normalmente emerse e colonizzate da vegetazione di tipo “alofilo”, cioè che sopporta il sale, e che possono essere sommerse solo nel corso delle alte maree più consistenti.

Tommaso descrive l’esperienza così:
“La laguna di Grado offre uno scenario ricchissimo di colori, che va dal verde della rigogliosa e varia vegetazione al blu del mare Adriatico. Questo ambiente ospita una grande moltitudine di specie di uccelli, più numerosi durante i periodi delle migrazioni. Abbiamo potuto osservare diverse specie, come i gabbiani, gli aironi e le garzette. Una garzetta l’ho vista mentre “agguantava” un pesce a fior d’acqua. Purtroppo il loro canto non si è potuto ascoltare a causa del rumore del motore della barca.
Tra i vari uccelli presenti in laguna, ero particolarmente interessato ad individuare il pendolino, un animale che “fabbrica” il proprio nido sugli esili rami di salice oppure di canna palustre, mossi dal vento; purtroppo però non ho avuto questa possibilità. E’ stato invece un privilegio, in quanto avviene raramente, vedere uno stormo di fenicotteri rosa mentre sorvolava la nostra barca nel cielo cristallino. Gran stupore ha suscitato in noi assistere, in lontananza, ad una scena di caccia: un rapace mentre inseguiva un piccolo uccello che cercava di rifugiarsi nella vegetazione. Ancora più affascinante è stato osservare l’attraversata a nuoto del canale che stavamo percorrendo in barca, da parte di un capriolo maschio.
Di tanto in tanto potevamo notare la presenza dei casoni, caratteristiche abitazioni con tetto in paglia, una volta abitate dai pescatori che potevano contare su una grande quantità di pesce.
Quello che abbiamo visitato è un piccolo mondo fantastico immerso nella quiete della natura, a pochi chilometri da Cividale, che appare ancora integro e che spero si riesca a proteggere dagli abusi che gli uomini purtroppo spesso compiono nei confronti dell’ambiente.”